Palazzo Scotto e la nuova fortezza come si presentava prima della costruzione dell’attuale lungarno Fibonacci. La galleria che vediamo immetteva sulla via di Fortezza. L’Arno in questa immagine è in piena. Sulla destra riusciamo a vedere un arco del vecchio ponte della fortezza Immagine elaborata da una fotografia originale B/N Autore Ingegnere Edile e Architetto Billi Dario – Restauro mediante sintografia
Finita la guerra, c’era da ricostruire Pisa. L’ingegnere Egisto Giovanni Dini, capo progettista del Genio Civile, progettò la passerella provvisoria sui resti del ponte della Fortezza In questa immagine vediamo proprio la passerella costruita sui resti del ponte di mezzo e i palazzi distrutti del lungarno Mediceo Fotografia archivio Enrico Dini gentilmente concessa Anno 1945 Archivio www.ilpopolopisano.it
Finita la guerra, c’era da ricostruire Pisa. L’ingegnere Egisto Giovanni Dini, capo progettista del Genio Civile, progettò la passerella provvisoria sui resti del ponte della Fortezza In questa immagine vediamo proprio la passerella costruita sui resti del ponte di mezzo e i palazzi distrutti del lungarno Mediceo Fotografia archivio Enrico Dini gentilmente concessa Anno 1945 Archivio www.ilpopolopisano.it
In ricordo dell’Ingegnere Egisto Giovanni Dini.Così lo ricorda il figlio Enrico Dini parlando della costruzione del nuovo ponte di Mezzo. Il progetto originale, dal titolo ‘Volo sull’Arno’ , e’ di mio padre Egisto Giovanni Dini che fu capo del Genio Civile prima di essere chiamato da Enrico Piaggio ( in persona) ad aiutare l’ing. Corradino D’Ascanio nei calcoli dell’elicottero. Il Ponte , nella sua versione originale , era concepito ad arco incastrato, triplamente iperstatico e calcolato con l’innovativo metodo delle cerniere plastiche. Cio’ allo scopo di renderlo sottile in chiave assai piu’ di quello che fu poi effettivamente realizzato dall’impresa esecutrice che applico’ uno schema statico isostatico e calcolato con il metodo delle tensioni ammissibili, secondo i calcoli di chi, poi , dopo mio padre che si era dimesso, si intesto’ il progetto. Riprendeva lo schema statico del Ponte del Risorgimento a Roma, fatto negli anni ‘30. Secondo il progetto originale di cui conserviamo un bel complessivo a china e acquerello nel museo di famiglia ( che di fatto era il suo ufficio, rimasto intatto dopo la sua morte) , il ponte doveva essere lastricato in verrucano con un passamano in marmo di carrara riprendendo l’arcata del vecchio ponte distrutto, ma allungata per consentire l’agevole passaggio delle piene. Infine , quattro Palle di ponte costituite da due globi luminescenti in sostituzione di quelle di marmo andate perdute eccetto una, di notte, avrebbero illuminato il passamano di marmo dando l’impressione di una linea che volava, appunto, sull’Arno. A fianco delle spallette a lastricare le imposte del ponte, aveva immaginato dei bassorilievi raffiguranti le battaglie pisane. Niente di tutto questo venne recepito dal progettista che rimaneggio’ il progetto di babbo , optando per un lastricato integrale in marmo bianco e una ringhieraccia in ferro. Malgrado queste scelte legate, immagino, a motivi di economia o inclinazioni culturali di tipo razionalista, resta uno dei piu’ bei ponti d’Italia. Onore all’ing. Dini, gia’ Assistente del Prof. Enrico Pistolesi , capo dell’Ufficio Calcoli della Piaggio e Ordinario di Costruzione di Autoveicoli presso la Facolta’ di Ingegneria dell’Universita’ di Pisa. Un grande pisano. L’ingegnere Egisto Giovanni Dini è morto nel 2013 all’età di 94 anni. Nelle immagini il progetto come è stato sviluppato dall’ingegnere Dini Le immagini del progetto fanno parte dell’archivio di Enrico Dini gentilmente concesse
Un immagine che mostra come si presentava nei primi anni ’20 viale Principe Amedeo,oggi Viale Gramsci. Ma come nasce il quartiere Stazione Nella seconda metà del ‘800 l’ente che gestiva la rete ferroviaria toscana pensò di unificare le due stazioni già esistenti,la Leopolda a sud in piazza Guerrazzi e la Leopolda a nord,zona stadio all’incirca, dove passavano i treni per Lucca. Fu scelto come nuovo scalo di Pisa Centrale un area a sud della città,dove la vediamo oggi.La Zona si trovava a ridosso delle mura urbane e chi proveniva dall’attuale corso Italia( prima ancora si chiamava Carraia del Carmine e prima ancora strada San Gilio) incontrava appunto le antiche mura con la porta San Gilio i cui resti li possiamo vedere nel parcheggio sotterraneo di Piazza Vittorio Emanuele.La Piazza non esisteva ancora ,quindi superata la porta si imboccava via dei Cappuccini (attuale Viale Gramsci) che portava in zona San Marco. Per costruire la nuova stazione fu “sventrata” la via dei Cappuccini interrompendone il percorso con i binari.Nel maggio del 1861 iniziarono gli espropri dei terreni e nel 1862 fu inaugurata la nuova Stazione Centrale. La costruzione del nuovo scalo ferroviario dette luogo all’esigenza di urbanizzare la zona tra la Stazione e la Carraia del Carmine. Fu deciso di abbattere la porta San Gilio e un lungo tratto di mura e costruire al loro posto una grande piazza con al centro un monumento al sovrano Vittorio Emanuele e la struttura della Barriera Daziaria. La zona subì una profonda trasformazione oltre alla stazione e alla piazza fu costruito l’attuale viale Gramsci sul tracciato della vecchia via dei Cappuccini,la nuova Via Crispi (verso il Lungarno), si ricostruirono il tratto urbano della Via Fiorentina (chiamato Viale Bonaini) e quello della Via Livornese (oggi Via Cesare Battisti). la zona doveva diventare il nuovo centro di Pisa. Infatti, oltre alle aree verdi e agli spazi aperti, sorsero sul nuovo Viale della Stazione alberghi-ristoranti e tre caffè.La nuova Stazione Centrale doveva costituire la “porta di accesso” alla città per chi veniva dalla stazione. Cartolina d’epoca viaggiata 1923 archivio www.ilpopolopisano.it collezione Marco Birindelli
Fotografia originale proveniente dall’Australia. Sono fotografati un gruppo di turisti americani in partenza dall’Hotel Nettuno. Fotografia bianco e nero Anno 1928 Collezione Marco Birindelli Archivio www.ilpopolopisano.it
Cartolina a colori di Piazza Cairoli,meglio conosciuta dai pisani come Piazza della Berlina.al centro la statua dell’abbondanza. Molti di noi l’hanno conosciuta cosi,adibita a parcheggio.Oggi è zona pedonale e ztl Cartolina d’epoca Periodo fine anni ’70 collezione Marco Birindelli Archivio www.ilpopolopisano.it
Questa fotografia in bianco e nero,molto bella e con un ottima luce oltre che una buona definizione,ci mostra una visione panoramica dei monumenti di Piazza del Duomo e del paesaggio intorno a Via Nicola Pisano.Quello che salta all’occhio sono le antiche mura,in parte demolite per far posto all’Ospedale e in parte ancora integre,all’incirca d via Derna a via Risorgimento, ma che verranno comunque demolite e sostituite con un muro di confine come vediamo oggi. Rimarrà solo un breve tratto da via Risorgimento a via Rustichello. Non è ancora stata costruita la clinica di ginecologia – maternità. Il grande stabile bianco che si vede sulla destra è la caserma Umberto I° poi Artale,oggi in disuso La fotografia credo sua stata scattata dall’edificio INCIS costruito a cavallo tra il 1930 – ’35 Collezione – Marco Birindelli Archivio www.ilpopolopisano.it Fotocartolina viaggiata nel 1935
Oltre ai lungarni il fotografo vuole dare risalto al nuovo ponte di mezzo,la cui costruzione si concluse nel maggio del 1950 .il progetto del nuovo ponte fu al centro di molte discussioni che portarono alla necessità di indire un referendum popolare per la scelta del progetto nel 1946, la scelta riguardava un ponte a tre luci come il precedente o a una luce. Le verifiche del Genio Civile ed i risultati del referendum popolare indicarono il progetto ad una luce come vincitore. La draga che vediamo nella foto probabilmente sta togliendo dal fondo del fiume i resti del vecchio ponte,comunque in quegli anni il fiume veniva dragato spesso. Anno 1950 Fotocartolina Collezione Marco Birindelli Archivio www.ilpopolopisano.it
La tribuna coperta del nostro stadio Arena Garibaldi Romeo Anconetani,costruita nel 1930/31.Sullo sfondo i tre monumenti della Piazza del Duomo Periodo primi anni ’30 Fotografia originale unica Collezione Marco Birindelli Archivio www.ilpopolopisano.it