Un immagine che mostra come si presentava nei primi anni ’20 viale Principe Amedeo,oggi Viale Gramsci.
Ma come nasce il quartiere Stazione
Nella seconda metà del ‘800 l’ente che gestiva la rete ferroviaria toscana pensò di unificare le due stazioni già esistenti,la Leopolda a sud in piazza Guerrazzi e la Leopolda a nord,zona stadio all’incirca, dove passavano i treni per Lucca.
Fu scelto come nuovo scalo di Pisa Centrale un area a sud della città,dove la vediamo oggi.La Zona si trovava a ridosso delle mura urbane e chi proveniva dall’attuale corso Italia( prima ancora si chiamava Carraia del Carmine e prima ancora strada San Gilio) incontrava appunto le antiche mura con la porta San Gilio i cui resti li possiamo vedere nel parcheggio sotterraneo di Piazza Vittorio Emanuele.La Piazza non esisteva ancora ,quindi superata la porta si imboccava via dei Cappuccini (attuale Viale Gramsci) che portava in zona San Marco.
Per costruire la nuova stazione fu “sventrata” la via dei Cappuccini interrompendone il percorso con i binari.Nel maggio del 1861 iniziarono gli espropri dei terreni e nel 1862 fu inaugurata la nuova Stazione Centrale.
La costruzione del nuovo scalo ferroviario dette luogo all’esigenza di urbanizzare la zona tra la Stazione e la Carraia del Carmine.
Fu deciso di abbattere la porta San Gilio e un lungo tratto di mura e costruire al loro posto una grande piazza con al centro un monumento al sovrano Vittorio Emanuele e la struttura della Barriera Daziaria.
La zona subì una profonda trasformazione oltre alla stazione e alla piazza fu costruito l’attuale viale Gramsci sul tracciato della vecchia via dei Cappuccini,la nuova Via Crispi (verso il Lungarno), si ricostruirono il tratto urbano della Via Fiorentina (chiamato Viale Bonaini) e quello della Via Livornese (oggi Via Cesare Battisti). la zona doveva diventare il nuovo centro di Pisa. Infatti, oltre alle aree verdi e agli spazi aperti, sorsero sul nuovo Viale della Stazione alberghi-ristoranti e tre caffè.La nuova Stazione Centrale doveva costituire la “porta di accesso” alla città per chi veniva dalla stazione.
Cartolina d’epoca viaggiata 1923
archivio www.ilpopolopisano.it
collezione Marco Birindelli

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